20/11/2011

Attentato?

Chiunque in questi giorni stia gridando al sovvertimento della volontà popolare o è in malafede, o non conosce i principi del sistema parlamentare italiano, o se li è dimenticati da 17 anni a questa parte.

La Costituzione assegna al Presidente della Repubblica il compito, sentite le parti politiche, di affidare l'incarico della formazione del governo a una persona che può benissimo non essere un parlamentare. Il Presidente del Consiglio incaricato deve ottenere la fiducia del Parlamento. E' niente altro che la separazione dei poteri esecutivo e legislativo, lungamente disattesa in Italia della Seconda Repubblica.

Anzi, è un'eredità del berlusconismo l'idea dell'elezione del Capo Supremo da parte del Popolo, dell'Asso Pigliatutto che ottiene il mandato direttamente degli elettori. Questa forzatura rispetto alla Costituzione è stata introdotta nella mentalità comune dal Porcellum, legge elettorale "presidenzialista" tagliata su misura dei sogni di gloria di Silvio, laddove con assoluto strabismo da un lato si impone a ogni formazione politica, comprese quelle minori, di indicare un candidato Presidente del Consiglio, dall'altro si sommano i voti con un sistema proporzionale, quindi dando spazio anche ai partiti che non ambiscono a vincere con la maggioranza assoluta.

Finché il Presidente del Consiglio si dimette per aver perso la maggioranza parlamentare, e al suo posto il Capo dello Stato nomina chicchessia, e questi ottiene la fiducia del Parlamento, siamo ancora nel pieno rispetto della legalità costituzionale, non credo che occorra essere un giurista per pensarla così.

Che nei fatti poi, quello di Monti sia un governo di "commissari" paracadutati dall'Europa, può anche essere, ma sono comunque commissari perfettamente legittimati a governare. Anzi, l'atteggiamento di Monti che ammonisce i parlamentari e sembra dire "prendere o lasciare", è sintomo di una ritrovata disgiunzione dei poteri esecutivo e legislativo che dovrebbe essere la norma, non l'eccezione.

Si può discutere se il sistema ottocentesco della democrazia parlamentare, con deputati e senatori che rappresentano gli elettori senza vincolo di mandato, sia ancora adatto a una società in cui il cittadino è spesso più competente e più informato del parlamentare, ma non si può negare che i principi dettati dalla Costituzione non siano stati rispettati.

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